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Il sudore delle lacrime

16 Luglio 2009

Nei giorni feriali alla Grace Church non c’é quasi mai nessuno. L’atmosfera è tranquilla, serena. Il ronzio del ventilatore diventa fonte di stimolo per la concentrazione. Il ventilatore ha lo scopo di spingere l’aria calda verso il basso sui fedeli infreddoliti. Oppure "basta immaginare di trovarsi in una chiesa missionaria ai tropici." Sostiene spesso nelle sue omelie il pastore Pinky Merrill.

▪  C’è chi solfeggia che la chiesa sia troppo illuminata. Non vi sono angoli bui, non c’è tetrore. Codesti delatori sostengono che questa luce è troppo artificiale, troppo contemporanea, per un edificio così vecchio. "Ma anche il ventilatore è contemporaneo." ribatte loro Pinky. "Non è azionato da madre natura." aggiunge Charlie. "Tuttavia nessuno si lagna del ventilatore…" conclude Jim"qui le giornate sono scontatamente lunghe quanto le cene lente e solenni. " E la sedia a rotelle di Lidya bisognava d’olio aggiungeri io. In quel Natale il pastore Pinky Merrill con asprezza non da lui, si lagnava di come i dilettanti fossero riusciti ad assassinare il Canto di Natale. Non lo rallegrava certo la presenza del vicino di casa dei Kerr e  attore quasi professionista, Mr Backer.

"Morivo dalla voglia di interpretare Scrooge" diceva Mr Backer quando si inoltrava con questa o quell’altra scusa, ogni qualvolta vedeva la macchina del pastore Merrill parcheggiata in Front Street.  Tante volte, la scusa era quella di dirsi d’accordo con Pinky riguardo alla legge che avrebbe reso obbligatorio il guinzaglio ai cani di Glasgow. Mr. Backer nel concordare con il partito dei favorevoli non si mostrava minimamente turbato dalla propria ipocrisia. Certo il vecchio Mackie  doveva rivoltarsi nella tomba a udire l’antico padrone pronunciarsi in favore di restrizioni alla libertà canina. Mackie era sempre stato libero di correre…

▪  Ma non era la legge sul guinzaglio a star realmente a cuore a Mr Backer, bensì Scrooge: una parte coi fiocchi rovinata a detta sua da spettri dilettanti.

"Quegli spettri non sono che una delle storture" disse Pinky. "Prima che il sipario cali, la platea farà il tifo perché Tiny Tim crepi. Anzi è probabile che qualcuno del pubblico salga in palcoscenico e ammazzi quel marmocchio a stampellate in testa." Gli rodeva di non essere riuscito a convincere Charlie Burchill a interpretare la parte del piccolo zoppo. Infatti Gesù Bambino/Charlie non si era lasciato convincere. Né commuovere dalle implorazioni del pastore Merrill.

"Che disastro quei fantasmi" sentenziava ogni giornata di prove Mr. Bacher.

Il primo, il Fantasma di Marley, era interpretato da un professore di lettere dell’Accademia, Mr Early, il quale impersonava qualsivoglia ruolo come fosse stato Re Lear. Tragicità e pazzia alimentavano ogni sua azione scenica. Una disgustosa malinconia grondava da ogni sua battuta.

"Sono qui stasera per avvertirti. Hai ancora una possibilità e una speranza di sfuggire al mio stesso destino… Sei sempre stato un buon amico per me… E tu… tu sarai visitato da… da quattro spiriti."

Mr. Bacher chiude gli occhi. Mackie se ne fotte. Lui trova sempre un buco dove mettersi per dormire. Dormire. Giocare. Mangiare. E ciclicamente il ripetersi costante del dormire intervallato dal gioco connesso col cibo…

"Tre. Non quattro." Grida Pinky, meno pastore, molto più regista.

"Ma non sono io, il quarto?" domanda Early.

"Tu sei il primo." gli rammenta Mr. Bacher.

"Ma poi, ce ne sono altri tre" dice Early.

"Addio povero Dickens." sentenzia il regista Pinky. Ma anche il pastore Merrill era d’accordo.

▪  Il Fantasma di Marley non era male, in confronto al Fantasma dei Natali passati: una giovane donna che vestiva abiti maschili e aggressivamente fumava in continuazione. Costei non era niente in confronto al Fantasma di questo Natale, il macellaio Kenmore che puzzava di pollo spennato e chiudeva gli occhi ogni qualvolta doveva concentrarsi.

Ma nessuno di questi tre spettri era tanto "cane" quanto il quarto, il Fantasma dei Natali a venire: il postino Morrison. Il quale, peraltro, a prima vista sembrava l’ideale per quel ruolo. Alto e magro, era una figura lugubre. Sarebbe risultato perfetto per l’ultimo sinistro fantasma. Ma, perché un ma in questa storia c’è… quando Morrison apprese che la sua era una parte muta, perché il Fantasma dei Natali a venire non parla, disprezzò tale parte. Minacciò di piantarla. Poi rimase. Per spirito di vendetta. Verso il regista. Verso Dickens. Accusati di idiozia. Idiozia, per aver negato al più possente degli spettri il dono della parola. E lui in veste d’araldo di sventure, riteneva chiaramente di aver molto da dire.

▪  Povero Mr Bacher. Non si è mai saputo che cosa facesse per vivere.Oltre la recitazione.  Era il padrone di Mackie, faceva il buono in Angel Street al fianco di Angela Lansbury, era il marito infedele nella Moglie fedele, interpretava Scrooge. Per Charlie Burchill era la quintessenza di un vicino di casa. Lui era tutti i vicini di casa: tutti i proprietari di cani, tutte le facce cordiali del vicinato, tutte le mani sulle tue spalle alla recita scolastica. Per Jim Kerr manifestava la premurosa concentrazione di uno che si accinge a raccattare una foglia morta. Era tutti i rastrellatori di tutti i fraticelli, era tutti gli spalatori di neve da tutti i marciapiedi.

m Jim ricorda un luminoso pomeriggio di settembre. Gli aceri del viale cominciavano a rosseggiare e ingiallire. Sembrava che le chiome rossastre degli aceri si nutrissero del sangue della terra. A Mr. Bacher piaceva lanciare e calciare la palla ovale. In quei pomeriggi autunnali invitava Charlie e Jim a giocare a rugby con lui. A loro quello sport non piaceva tranne quando Mackie era la parte piacevole della partita. Mackie come molti Labrador era un infaticabile giocatore. Era buffo vederlo accanirsi per afferrare la palla ovale con la bocca. Si metteva il pallone tra le zampe anteriori, lo inchiodava al suolo con il petto ma non riusciva mai a incastrarlo tra le fauci.  Ricopriva la palla di bava per cui era difficile effettuare i lanci e i passaggi, rovinando così quella che Mr Bacher chiamava l’estetica del gioco. Mackie era di un nero lucente.  Era difficile non innamorarsi a prima vista da lui. E i suoi occhi parlavano comunicando vitalità.

E tutto si ripeté l’ennesima volta il giorno in cui Charlie calciò oltre il praticello di casa. Oltre il praticello di Mr. Bacher. Ruzzolava giù, verso Front Street. Jim Charlie e Mackie,  dietro a rincorrerla. La palla ruzzolava in mezzo alla strada inseguita a presso dai tre.  In quella strada abitava una coppia con un figlio piccolo. I due genitori tenevano per mano il bimbo. Ma al veder arrivare quel treno giù per Front Street si prese paura. Invase la corsia delle macchine. Una scendeva giù. Fu allora che avvenne l’impatto. Avvenne lo scontro, il cozzo, tra il cane e quella macchina. Perché Mackie non aveva aspettato. Si era buttato. Salvando il piccolo. Immobile per terra. Il padre del bimbo non ci pensò due volte. Con Jim che da bambino era diventato adulto in un istante, lo sollevò. Caricatolo in macchina corse dal primo veterinario incontrabile in zona. Mr Bacher stava lì a patire il freddo fermo spostando il peso da un piede all’altro. A casa Kerr tutti era fuori ad aspettare. Anche diversi ragazzi si erano radunati. La nonna di Jim chiese di essere avvertita di ogni cosa. Charlie teneva in mano una delle palle da tennis morsicate da Mackie quando andava da loro perché Mr Backer andava fuori Glasgow.

▪Era quasi buio quando l’auto tornò. Da dietro Mackie con il muso appiccicato al vetro fremeva di scendere. Quando Jim aprì la porta dell’auto per farlo scendere metà dei grandi già piangeva e l’altra metà si abbracciava. Lacrime liberatorie. Felice, zoppicante con una zampa fasciata l’eroe si era impossessato del muso del ragazzino. Mr Backer stava un passo distante. Era venuto il momento della separazione. Da quell’adorabile musone. Anche Charlie aveva capito. Tese una mano a Mr. Backer mentre Mackie sbava e leccava quel piccolo bambino. Il quale ricambiava con strette possenti e durature.

"Si saprà prendere cura di lui." Riuscì a stento a singhiozzare Mr. Backer. Ma nello sguardo incrociato tra Mr. Backer e il suo vecchio amico ci fu comprensione, rispetto, amore. "Non è il cane il miglior amico dell’uomo, ma viceversa" concluse sorridendo Mr. Backer prendendo sotto braccio le due future star.

                                                         Lune nuove

                                           sommano le stagioni

                                      nel loro andare

                             prima del poi che non sa.

               Ciascuno in viaggio

         per la propria tempesta

    tra le ellissi del giorno

          a consumar le attese

             verso nuovi sentieri.

                      Ma cos’è l’uomo

                           senza l’attesa

                                    delle voci della sera:

                                            dolce carezza

                                                     che non si vergogna

                                                           quella sì, d’apparire artificiosa.

  

PS: una di queste

quattro canzoni è una cover. Mia.

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  1. uno squalo
    17 Luglio 2009 a 8:31 | #1

    é bellissimo!Sei magico.

    ▪▪▪

    6 pigra :D

  2. dolceinquietudine
    17 Luglio 2009 a 15:23 | #2

    -Ma cos’è l’uomosenza l’attesadelle voci della sera..-nulla..

    ▪▪▪

    NULLA è piacevole

  3. dolceinquietudine
    19 Luglio 2009 a 14:34 | #3

    Ok anche il Nulla può essere piacevole…e le stelle sono tante!!

    ▪▪▪

    Ma una sola è quella a cui ci affidiamo.

  4. lianne
    20 Luglio 2009 a 17:11 | #4

    Ciao grazie per essere passato e nell’avere commentato

    Buon pomeriggio a te e un sorriso

    A presto

    ▪▪▪

    ;)

  5. Isy
    24 Luglio 2009 a 8:59 | #5

    Non scusarti MAI quando esprimi ciò che pensi..

    Mai! almeno con me..Grazie

    Sao :)

    Mi piace :)

  6. 26 Luglio 2009 a 9:00 | #6

    Ciao Sound , un salutone :-)

    ▪▪▪

    anche a Voi. ^…^

  7. 26 Luglio 2009 a 16:45 | #7

    I simple minds cominciano a piacermi adesso ma durante la mia adolescenza proprio non riuscivo a capire la loro musica… direi che è piuttosto raffinata per i miei gusti, matura.

    ps: i mocassini viola non li avrei disdegnati visto che ho una particolare fissazione per questo colore.

    Rock on a presto!

    ▪▪▪

    Stay rock.

  8. 27 Luglio 2009 a 13:36 | #8

    ciao…Sono venuta qui perche ‘ avevo bisogno di sentire una colonna sonora del tuo blog e sopratutto un pò della tua poesia…..posso scriverla in un quaderno è cosibella, vieni a trovarmi…….se vuoi però solo se vuoi.è bello stare qui…..metti una musica però ..oggi non sento nulla..ciao amico.

  9. 29 Luglio 2009 a 22:25 | #9

    bella la poesia. già, l’uomo che cos’è senza le attese?…attendiamo sempre qualcosa,tutti i giorni anche senza rendercene conto…

    grazie del commento sul mio blog

    un caro saluto

    ▪▪▪

    vero.

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