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Amicizia intrecciata

26 Giugno 2009

 

▪ C’é una grande differenza fra sentirsi soli ed esserlo.

Il rosso si era sentito tale per buona parte della sua vita, anche se aveva sempre vissuto in mezzo alla gente. Mai sentendosi soddisfatto e necessariamente sazio.

▪ Adesso che con la sua Jaguar XJ-S verdone scuro correva verso Denton non si sentiva inutile. Nemmeno solo. Anche se fisicamente lo era. I suoi contatti con altre persone erano brevi ed occasionali. Ad una stazione di servizio, in un motel. Però ad accompagnarlo, nella sua testa c’erano quelle campane. Curva dopo curva. Paese dopo città.

▫ Per il rosso anche soltanto l’idea della solitudine era intollerabile. Per raggiungere uno scopo qualsiasi, nella vita, bisogna avere legami col prossimo. E infatti le brevi esperienze lontano dal palco, dai palazzetti, benché rasentassero spesso la sottile linea di demarcazione fra la vita e il nulla, non erano state fruttuose. Esperienze prive di legami col passato e con l’avvenire. Ecco perché lui, il rosso, stava tornando verso la città della sua infanzia. Non era stata facile prendere quella decisione. Ma nella vita c’è sempre un punto in cui, gioco forza dovrai fare una scelta.

▪ Lui era il rosso. Era il rosso perché aveva deciso di essere il rosso. L’aveva deciso lui, solo lui, nessun altro. Era impregnato di naturale  ribellione. Riccioli anarchici. Soltanto lui avrebbe potuto e dovuto decidere il suo futuro. Non il fato. Quello é per i grandi della storia. Con lui tutto era in discussione: le certezze passavano a dubbi, il sacro scaturiva nel profano. Abbandonato da piccolo dalla madre, era cresciuto dai vicini. Praticamente. E questa mancanza l’aveva reso sospettoso. Degli altri. Io mi onoro e sono orgoglioso di essere stato suo amico.

▫ Di questo ne é sempre andato fiero Neil Moss. Ricordo i nostri scambi verbali sospesi sul filo di un trapezista da circo. Ero suo amico. Non solo perchè eravamo diversi. Probabilmente per colpa di zia Nellie e delle sue torte al cioccolato.

  Se credete in cose come il destino, allora il rosso era destinato sin dalla nascita a diventare un grande. Se qualcuno era disposto ad ascoltare, lui era pronto al canto. A scuola, nel pub locale, persino ai giardini pubblici. Questo suo introspettivo modo di approcciarsi alla musica gli va riconosciuto. Senza i Simply Red non sarebbero ami esistiti. Del resto nemmeno i Frantic Elevators. Ma all’epoca per me era solo un gioco. Per lui la vita. Voleva un riscatto da essa. Ed era deciso a prenderselo. Per riavere ciò che la gioventù gli aveva negato – it’s only love – .

▫ Forse a lui serviva un compagno per il biliardo. A me qualcuno che mi tenesse lontano da una pinta di birra. Forse a me serviva un compagno per l’istituto d’arte, al rosso un complice per le uscite con le insegnanti.

Certo anche i giornali amavano dipingerlo come un dongiovanni. Quando finiva sui rotocalchi rosa, quelli che le donne leggono in lavanderia, per un presunto flirt con che ne sò, Catherine Zeta Jones piuttosto che Helena Christensen, non smentiva mai. Almeno la sua vera vita privata rimaneva preservata. E gli amici allo stadio lo guardavano con un bel pò d’invidia…

Si eravamo amici. Ma solo perché abitavamo entrambi al numero 8 di Hilary Road?. No, certo che no. Nemmeno perché ci dividevamo le mance al Cafè Nero sperando che Mr. Bob Geldof si accorgesse di noi. No, certo che no. Lui era il rosso e aveva bisogno di me. Io di lui. Tutto qui. - Holding back the years -

▫ L’unico peso sull’altro piatto della bilancia, adesso era una donna che lo rendeva felice. Che gli stava dando un figlio. Ma come si può capire quello che c’era e c’è tra loro. Attrazione sessuale, avrebbe potuto dire la gente. Tra un drink e l’altro. E in effetti della loro storia faceva parte anche un irresistibile e reciproco bisogno fisico. Ma il primo e fondamentale ingrediente della loro uno unione era stato sin dall’inizio quell’affiatamento mentale che era la forza che li attraeva di più l’uno verso l’altra.

▪ Il rosso si era abituato a dividere l’esistenza con una donna che lo capiva, e non poteva più perdere quell’abitudine.  Anche adesso che il colore dei suoi capelli non era più così tanto rosso.

▫ "Avrei dovuto telefonarti prima. Sono imperdonabile. Ho gironzolato un pò."

" A che scopo?"

" Per cercare l’equilibrio soprattutto. Ma ora è tutto a posto."

"Davvero è tutto a posto? Non ti è successo niente… non sei malato… o che so io?"

"Sto bene. Davvero. Sul serio. Sarò a casa in Sicilia fra una settimana. D’accordo?"

"Ancora una settimana intera? Ma si può sapere che stai facendo?"

"Niente donne. E niente  liquori. Non sto perdendo tempo. Ti amo. Sento terribilmente la tua mancanza."

"E’ la prima cosa interessante che dici! Bene prenditi la tua settimana."

▪ Ma il rosso non aveva bisogno di quella settimana. In fin dei conti. Dolcemente, curva dopo curva, stava assaporando un piacevole successo da condividere. Che valeva più che un disco d’oro. O di una serata speciale all’ Albert Hall. E quella settimana sarebbe passata come una giornata di vento forte…

▫ "E i suoi orecchini?"

Nellie nel voltarsi, ebbe un movimento da ragazzina e con aria misteriosa passò lo straccio sulla tavola di mogano.

"Non li ha messi oggi, zia Nellie ?"

"No. Magari un altro giorno."

Neil andò nel suo studio. Aprì e richiuse tre cassetti con violenza. Era furibondo. Quel Sir squattrinato. Ora anche gli orecchini! Tornò nel salone.

"Prenda" disse "Avevamo stabilito che le avrei pagato lo stipendio solo alla fine del mese. Glielo pago subito. Ma lei andrà a ritirare i suoi orecchini, intesi? Ci tengo…"

▪ Neil pensò di essersi rivolto a lei troppo duramente. Ma la sua collera ora era svanita. Pensava a quel vecchio nobile, a Nellie che la sera precedente, forse, non aveva mangiato abbastanza.

"Questo denaro certamente mi sarà utile. La settimana prossima è il suo compleanno. Deve ricevere degli amici. Non un pranzo, sarebbe troppo caro. Ma un rinfresco, si. Le persone vengono per mezz’ora, un ora., non dà fastidio a nessuno. Verrà anche lei. Grazie."

Neil capì subito che l’invito era per mancanza di meglio. O per defezione della nobiltà londinese.

▫ Com’era prevedibile Sir Mc Coventry abitava in un palazzo di nobile aspetto, ma quasi in rovina. Ad aprire venne Nellie. Quando si complimentò con lei, Nellie, gli mise un dito sulla bocca per imporgli il silenzio. Attraverso un bel corridoio, ornato di piante e statue, lo condusse in un salone antico quanto anticato. 

▪ Neil aveva pensato di trovarsi di fronte a relitti umani. Forse erano relitti, ma in ottimo stato e soddisfatti della propria sorte. Uno piuttosto piccolo e l’altro smilzo e alto. Tutti e due avevano un viso aperto, di un grigio sbiadito come le vecchie pietre e gli occhi azzurri.

▫ Stavano parlando di femmine. Secondo Sir Mc Coventry l’italiana era la più femminile. A parer suo, la francese la più celebrale. Delle spagnole aveva un ottima opinione.

"Eh" disse l’altro " ti ricordi quella Ines…"

Si scambiarono pacche sulle spalle al ricordo di quella Ines. A questo punto Sir Mc Coventry espresse la propria opinione sulle inglesi: nove su dieci non valgono niente, ma la decima è il paradiso.

▪ In quel momento udirono suonare il campanello. Era solo il vecchio legnamaio (il falegname italiano). Seguito da Nellie. Salutò. Portava una superba sedia restaurata. Sir Mc Coventry ringraziò con affabilità e gentilezza tutta infusi. Tipicamente londinesi. Fatti di piccoli sorrisi beffardi e movimenti piccoli ondulatori del capo. Prima verso destra. Poi verso sinistra. Deferente ma rigido lo sguardo del legnamaio. 

▫ A questo punto bisognava evitare una gaffe e naturalmente Neil la commise.  "Andiamo Nellie." disse. "potrebbe convincerlo lei a trattenersi." Silenzio glaciale. Nei quattro sguardi diretti verso Neil, lui ci vide lo stesso pensiero…

▪ Qualche mese più avanti, la piccola zia Nellie morì. Erano in molti al suo funerale. In primis Neil e il rosso che avevano provveduto a ogni singola spesa. Poi l’ortolano, il macellaio, il calzolaio, un notaio, il negoziante di ferramenta, la chiromante. Perché nei sobborghi londinesi ancora ci sono i piccoli quartieri con i mestieranti che fanno il loro onesto lavoro. Niente centri commerciali sotto casa. Dove basta riempire il carrello. Qui la giornata te la devi sudare.

▫ Che funerale. Per buona pace di tutti, fu interrotto il traffico per mezz’ora. Lei così fragile e piccola. Che trotterellava lungo i muri, piccolo sanbernardo. E corone di fiori. Dietro al feretro. Corone di girasoli. E davanti a tutti senza mai rivolgersi la parola, fianco a fianco, camminavano Sir Mc Coventry e il legnamaio.

 

 

 

Ieri aprivi il tuo mondo

       respiravi l’insidioso abbraccio della Vita

gustavi il profumo delle stelle che cadono

           lasciando scorrere avidamente

il mistero delle cose

  che qualche volta perde ragione

d’essere quello e non altro

 avevi parole che non si svalutano

con le mani sulla bocca

      scioglievi muti accenti

lasciando evaporare lacrime d’orgoglio.

 Ora, sei nel silenzio

un concerto vibrante

    in un’alternarsi di porte

che si aprono e si chiudono

nei plessi cavi dell’altrui coscienza.

   Sorridi

          come una notte d’estate,

d’un sorriso che è ancora sapore

   viaggi, insieme alle stelle

senza far rumore

          per lavare via l’ipocrisia

da ciò che chiamano amore

     di cui tutto è carpito

ma nulla resta definitivo.

 

 

 

 

Categorie:Musica Tag:
  1. Rosy
    26 Giugno 2009 a 22:40 | #1

    Due ali bianche bianche :) Adoro il rosso …sogni d’oro ….un bacio

    ▪▪▪

    no di cartone…:D ciao mitika.

  2. 27 Giugno 2009 a 14:30 | #2

    squarcio di vita privata di Simply Red? adesso è più chiaro a chi si riferiva questo nome e perchè… me lo sono sempre chiesto… buon week end (anche se io preferisco i martedì ;) ) kiss

  3. 27 Giugno 2009 a 22:26 | #3

    Dinamici, solo coì rimaniamo vivi nel tempo.

    Buona domenica

    ▪▪▪

    calda domenica.

  4. 29 Giugno 2009 a 15:28 | #4

    m’è sempre piaciuto “il rosso”!!Lui sì che capiva cosa significa intreccio di amicizia, altro che come molti la vedono oggi, anzi non la vedono proprio

    ▪▪▪

    SEMPLICEMNETE VERO.

  5. 29 Giugno 2009 a 16:19 | #5

    Mi piace molto il tuo blog, la musica e cio’ che scrivi…

    ▪▪▪

    GRAZIE.

  6. 1 Luglio 2009 a 21:56 | #6

    Sono rimasta davvero incanta da questo testo…

    un caro saluto :)

    ▪▪▪

    G R A Z I E -

  7. Hàiresis
    3 Luglio 2009 a 0:15 | #7

    ..hai il dono di scrivere emozioni..

    a presto.

    ▪▪▪

    a presto.

  8. 5 Luglio 2009 a 1:50 | #8

    Grande cantante e grande post. Buona domenica.

    :)

    ▪▪▪

    vero.verissimo.e buona domenica RE.

  9. 5 Luglio 2009 a 10:15 | #9

    …semplicemente stupendo… come ogni cosa che scrivi!!

    PS: si, alla fine ho preso i pantaloni alla benetton… pagandoli molto più di quelo che avevo preventivato… ma va bene anche così!! :)

    ▪▪▪

    Va Benetton lo stesso ;) ) Ciaoooo

  10. 5 Luglio 2009 a 14:37 | #10

    W IL ROSSO=)

    ▪▪▪

    ;-^

  11. 6 Luglio 2009 a 9:38 | #11

    ebbravo il “rosso”!:)) sai che non conoscevo questa canzone in sottofondo?e poi scusa non so se mi spiego ma lui il “rosso” l’ha investito pure nel vino che produce e sai dove??in siciliaaa :) )) saluti siculi Zagara

    ▪▪▪

    eccome che no. sua moglie era colei che dirigeva la produzione. anche la residenza del rosso per 6 mesi è in Sicilia.Alle pendici dell’etna. infatti la foto con le reti è sua.

  12. 9 Luglio 2009 a 13:42 | #12

    Come tanti la musica fa da colonna sonora alla mia vita e le canzoni del “rosso” hanno parecchi eventi importanti ed emozionanti al loro attivo! ;-) bellissimo post e grazie per le tue parole da me

    un sorriso dal vento

  13. 11 Luglio 2009 a 17:58 | #13

    grazie per il link non riuscivo a trovare un video esplicativo… un bacio a presto!

  14. dolceinquietudine
    15 Luglio 2009 a 23:16 | #14

    qualcosa resterà definitivo…è semx così,

    sembrerebbe una regola!

  15. 23 Luglio 2009 a 20:46 | #15

    mi è piaciuto un sacco leggerlo…

    bella scoperta

    _________

    anche a me sciverlo ;)

  16. 29 Luglio 2009 a 21:49 | #16

    Ciao, mi dispiace che le casse del pc non funzionino, non posso sentirne la musica! Adoravo e adoro i Simply Red…..il rosso, voce fantastica e sensuale!

    Hai scritto egregiamente, ripasso volentieri……..non ho ancora capito se sei uomo o donna, perdonami! Un bacione da Luisa……..

    ▪▪▪

    pazienza per la musica. usa la mente. e sono uomo.almeno credo :D . perdanata. kiss.

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